Sovrappeso e Obesità (DAP)

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Approcci terapeutici per  Sovrappeso e Obesità Approcci terapeutici per il Sovrappeso e l' Obesità

 

Sovrappeso e ObesitàDietoterapia

La dieta rappresenta ancora il metodo più utilizzato per il trattamento dell’obesità. Quelle bilanciate ed ipocaloriche ottengono buoni risultati a breve termine, ma mostrano il limite di un recupero quasi completo del peso perduto nel lungo termine. Poche persone mantengono un contatto con il proprio medico nella fase del mantenimento. La convinzione di potercela fare da soli, porta questi pazienti, nel tempo, a prestare sempre minore attenzione alla loro alimentazione e al controllo del peso. Il cibo torna prepotentemente ad assumere quel ruolo consolatorio ed edonistico con il conseguente aumento delle porzioni o l’introito di cibi altamente calorici e il successivo aumento del peso corporeo.

Sovrappeso e Obesità

Sovrappeso e Obesità La terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale è attualmente l’approccio psicologico più usato e studiato nella terapia dell’obesità.
Scopo della terapia cognitivo comportamentale è quello di:
1)Aiutare le persone a raggiungere un “peso ragionevole”
2)Favorire l’identificazione dei pensieri e delle convinzioni che mantengono un comportamento alimentare disfunzionale (“è troppo difficile, non ci riuscirò mai”, “ho perso solo ½ kg”, “Devo perdere almeno 2 kg a settimana”, “Se non seguo perfettamente la dieta non ho forza di volontà”, ecc.)
3)Incoraggiare ad affrontare gli ostacoli alla perdita di peso
4Facilitare il mantenimento del peso raggiunto

Il Diario emotivo alimentare è lo strumento utilizzato nei casi di BED, ma risulta molto utile anche nel trattamento dei problemi di peso. Il suo utilizzo permette alla persona di conoscere non solo il suo vero stile alimentare, ma anche il modo in cui gestisce le proprie emozioni.

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Sovrappeso e Obesità Intervento psicoeducativo di gruppo

L’intervento psicoeducativo di tipo cognitivo comportamentale non è solo un’educazione strutturata e prescrittiva ma, soprattutto, un’opportunità di crescita individuale attraverso le proposte, gli interessi e le richieste dei singoli partecipanti del gruppo. Gli obiettivi di tale intervento sono:

  • Identificare i comportamenti alimentari disfunzionali e le loro determinanti psicologiche.
  • Descrivere le modalità di pensiero e gli stati d’animo collegati ai comportamenti alimentari disfunzionali.
  • Aiutare i partecipanti a cambiare i comportamenti alimentari disfunzionali seguendo modalità facilmente riproducibili nella vita quotidiana attraverso lo sviluppo di un sentimento di auto efficacia.

L’intervento psicoeducativo di gruppo si propone di aiutare a vedere gli ostacoli che interferiscono con un programma dietoterapico, a prendere coscienza dei comportamenti alimentari inadeguati attraverso la condivisione delle sensazioni, delle emozioni e dei comportamenti dei partecipanti che costituiscono una vera e propria squadra pronta ad incoraggiarsi, a confrontarsi e a trovare più soluzioni per raggiungere un obiettivo comune.
L’uso di strumenti educativi quali il gioco dei ruoli, le simulate, le esercitazioni pratiche permette ai partecipanti di apprendere ma soprattutto di ricordare più facilmente quanto detto durante gli incontri; infatti, come ci ricorda un detto orientale: ascolto e dimentico, leggo e capisco, vedo e ricordo, agisco ed imparo.

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Sovrappeso e Obesità Farmacoterapia

La farmacologia, allo stato attuale, presenta due sole molecole per il trattamento dell’obesità: l’orlistat e la sibutramina. Entrambi i farmaci sono raccomandati in pazienti con un indice di massa corporea superiore a 30 o con un BMI di 27-29,9 associato a fattori di rischio quali diabete, ipertensione, ecc. Questi farmaci determinano una perdita di peso tra il 5 e il 10% rispetto a quello iniziale. La sibutramina sembra mostrare una maggiore efficacia quando è associata ad incontri di gruppo educativi.

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Sovrappeso e Obesità Chirurgia

La chirurgia dell’obesità è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni, in special modo il bendaggio gastrico e il bypass gastrico. È necessario, però, effettuare una valutazione psicopatologica per escludere possibili disturbi del comportamento alimentare o disturbi psichiatrici che possono interferire con il buon esito dell’intervento.

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